venerdì 27 gennaio 2012

Il Rinascimento - Federico da Montefeltro





I Tesori di Alessandria d'Egitto

Alessandria d'Egitto,fondata da Alessandro Magno,conobbe un grande splendore nel periodo dei Tolomei fino a diventare un punto di riferimento imprescindibile per la cultura greco-romana,grazie alla fondazione della Biblioteca e del Museo.Fu anche celebre per il Faro,considerato una delle Sette Meraviglie del Mondo Antico,nonchè per essere stata eletta sua dimora da Cleopatra,l'ultima Regina della Dinastia Tolemaica.Ma di tutto ciò,quasi nulla è rimasto,travolto da catastrofi naturali,dalle ingiurie degli uomini e dal passare dei secoli.Il documentario ci porta alla scoperta di questa affascinante città,tuttora oggetto di ricerche archeologiche che si svolgono non solo nelle Necropoli della terraferma ma anche in fondo al mare.



Luxor e i Templi dell' eternità

Il Tempio di Luxor è un grande complesso templare egiziano situato sulla riva orientale del Nilo nella città di Luxor (antica Tebe). Noto nella lingua egizia come ipet resyt, o "harem meridionale", il tempio era dedicato a Amon; durante il Nuovo Regno fu il centro della festa annuale di Opet, nella quale una statua di Amon era trasferita lungo il Nilo dal vicino Grande tempio di Amon noto anche come Tempio di Karnak Ipet-sut per il rito di fertilità.La costruzione del tempio cominciò durante il regno di Amenhotep III nel XIV secolo a.C. Haremhab e Tutankhamun aggiunsero colonne e statue, ma l'espansione maggiore si ebbe con Ramses II circa 100 anni dopo l'inizio dei lavori. Luxor è l'unico tra i maggiori complessi templari egiziani ad avere i marchi di due soli sovrani sulle strutture architettoniche.L'accesso al tempio avveniva da nord, mediante un viale fiancheggiato da sfingi criocefale, mentre quelle che si incontrano oggi, a testa umana, sono una tarda aggiunta voluta da Nectanebo I. Alla fine del viale, si erge il grande portale, alto 24 metri, costruito da Ramses II. Il pilone era decorato con scene dei trionfi militari del sovrano contro gli Ittiti (in particolare della Battaglia di Qadesh). L'entrata principale al complesso templare era originariamente fiancheggiata da sei statue colossali di Ramses, quattro sedute (ne rimangono due) e due in piedi.Attraverso il portale si accede al cortile colonnato che fu costruito obliquamente rispetto all'area retrostante, presumibilmente per rispettare la preesistente cappella tripartita in cui erano custodite le barche sacre della triade tebana formata dagli dei Amon, Mut e Khonsu che si trova addossata sul retro del 1º pilone. La cappella della Triade tebana fu opera di Tutmosi III anche se poi fu restaurata da Ramses II.Dopo il cortile, attraverso il pilone di Amenofi III, si accede ad un corridoio lungo 100 metri e fiancheggiato da 14 colonne con capitello a forma di papiro. Le decorazioni furono eseguite per ordine di Tutankhamon, ma il suo nome fu sostituito con quello di Haremhab. Sulle pareti vi sono rappresentate le fasi della processione della barca sacra di Amon, durante la festa annuale di Opet. Altre decorazioni invece celebrano la vittoria dell'ortodossia religiosa dopo l'eresia del faraone Akhenaton.La galleria immette nel grande cortile-peristilio, risalente alla costruzione originaria di Amenhotep III dove si svolgeva la cerimonia principale di Opet con le barche sacre. Poi queste erano portate all'interno del tempio. Le colonne del lato orientale conservano ancora tracce dei colori originali. Il lato meridionale del cortile è occupato da una sala ipostila composta da 32 colonne, che dà accesso al santuario del tempio.Il Santuario di Amon si trova nella parte più profonda del tempio ed era il luogo in cui era custodita la statua di Amon. Questa era la destinazione finale della Barca sacra proveniente dal Grande tempio di Amon e qui la divinità si rigenerava. In una stanza laterale è raffigurato il ciclo allegorico della nascita di Amenhotep III e della sua origine divina. Secondo la tradizione il dio Amon, assunte le sembianze del faraone Thutmose IV, si unì alla sua sposa Mutemuia. Dall'unione nacque il faraone Amenhotep III.



Cleopatra - l'ultima Regina

Cleopatra VII Thea Philopatore (Κλεοπάτρα Θεά Φιλοπάτωρ; Alessandria d'Egitto, 69 a.C. -- Alessandria d'Egitto, 12 agosto 30 a.C.) è stata una regina egizia del periodo tolemaico. Fu l'ultima regina del Regno tolemaico d'Egitto e l'ultimo membro della Dinastia tolemaica. Il nome "Cleopatra" significa in lingua greca "gloria del padre".Oggi è probabilmente la più famosa di tutti i sovrani dell'Antico Egitto ed è conosciuta con il nome di Cleopatra, anche se fu la settima ed ultima regina a possedere quel nome. Cleopatra comunque non fu mai di fatto l'unica sovrana dell'Egitto, avendo regnato insieme al padre, al fratello, al fratello-marito ed al figlio.Cleopatra VII salì al potere nella primavera del 51 a.C. insieme al fratello di dieci anni Tolomeo XIII, sposato secondo le leggi egizie.In quel mentre lo sconfitto generale romano Pompeo arrivò in Egitto cercando rifugio dal rivale Giulio Cesare. Inizialmente Tolomeo e Potino finsero di accettare la sua richiesta, ma il 29 settembre del 48 Potino fece uccidere Pompeo, nella speranza di ingraziarsi il favore di Cesare. Quando questi arrivò, Tolomeo gli offrì la testa del rivale, provocando la reazione di Cesare, che fece giustiziare Potino e iniziò a sistemare la confusa situazione egiziana, in qualità di rappresentante ufficiale di Roma.Cesare convocò alla reggia Tolomeo e Cleopatra. Cleopatra temeva di cader vittima di un agguato del fratello tornando al palazzo, così ricorse a uno stratagemma. Si fece avvolgere da un suo fedele amico, Apollodoro Siciliano, in un grande tappeto legato con una cinghia. Apollodoro poi si presentò a Palazzo con il lungo involto sulle spalle e dicendo di dover consegnare un dono a Cesare arrivò fino agli appartamenti del console. Qui al suo cospetto srotolò il tappeto e fu così che gli comparve davanti Cleopatra. La regina indossava gli abiti più sontuosi e succinti, i gioielli più pregiati. Parlandogli in latino, gli chiese protezione dal fratello. Le fonti narrano che l'effetto fu irresistibile e che i due divennero amanti quella notte stessa.La relazione tra Cesare e Cleopatra, dalla quale nacque un figlio, Tolomeo Cesare detto Cesarione, aveva per entrambi scopi politici: il dittatore romano doveva assicurarsi il controllo dell'Egitto, importante per le sue risorse finanziarie, mentre Cleopatra sperava con essa di ottenere per il paese una posizione di privilegio all'interno dell'impero.Nel 42 a.C., Marco Antonio, uno dei triumviri che governavano Roma in seguito al vuoto di potere conseguente la morte di Cesare, chiese a Cleopatra di incontrarlo a Tarso per verificarne la lealtà. Antonio poi la seguì ad Alessandria, dove rimase fino all'anno successivo. Dalla loro unione, nacquero due gemelli Cleopatra Selene ed Alessandro Helios.Quattro anni dopo, nel 37 a.C., mentre era in viaggio per la guerra contro i Parti, Antonio incontrò Cleopatra ad Antiochia, dove si sposarono, anche se il triumviro era legato ad Ottavia, sorella di Ottaviano.Nel 31 a.C. le forze navali romane si scontrarono con quelle di Antonio e Cleopatra nella battaglia di Azio. Visto che la battaglia era persa la regina riparò ad Alessandria con parte della flotta, seguita da Antonio. Dopo la vittoria Ottaviano invase il Regno tolemaico d'Egitto e, dopo una breve resistenza, entrò ad Alessandria. Nel 30 a.C., dopo il suicidio di Antonio (suicidatosi per la falsa notizia della morte della regina), Cleopatra si uccise facendosi mordere probabilmente da una Vipera aspis, più nota come aspide.



Federico II - "Stupor Mundi"

Federico II del Sacro Romano Impero (Jesi, 26 dicembre 1194 -- Fiorentino di Puglia, 13 dicembre 1250), fu re di Sicilia, duca di Puglia, principe di Capua, re di Gerusalemme, imperatore dei Romani, re d'Italia e re di Germania.Conosciuto con gli appellativi stupor mundi ("meraviglia o stupore del mondo"),fu Sacro Romano Imperatore dal 1220 al 1250. Appartenente alla nobile famiglia sveva degli Hohenstaufen, fu inoltre re di Germania, re d'Italia, re di Borgogna, re di Gerusalemme e, col nome di Federico I, Re di Sicilia dal 1198 al 1250.Federico II era dotato di una personalità poliedrica e affascinante che, fin dalla sua epoca, ha polarizzato l'attenzione degli storici e del popolo, producendo anche una lunga serie di miti e leggende popolari, nel bene e nel male.Il suo regno fu principalmente caratterizzato da una forte attività legislativa e di innovazione tecnologica e culturale, volte ad unificare le terre ed i popoli, fortemente contrastata dalla Chiesa. Egli stesso apprezzabile letterato, fu convinto protettore di artisti e studiosi. La sua corte fu luogo di incontro fra le culture greca, latina, araba ed ebraica.Federico fu chiamato ai suoi tempi Stupor Mundi (Stupore del Mondo), appellativo che deriva dalla sua inestinguibile curiosità intellettuale, un eclettismo che lo portò ad approfondire la filosofia, l'astrologia,la matematica,l'algebra, la medicina e le scienze naturali.Contribuì ad innovare la letteratura italiana ed in questo senso ebbe importanza fondamentale la Scuola siciliana che ingentilì il volgare siculo-pugliese con il provenzale, ed i cui moduli espressivi e tematiche dominanti furono successivamente ripresi dalla lirica della Scuola toscana. Gli sono inoltre attribuite quattro canzoni. Appassionato della cultura araba, fece tradurre molte opere da quella lingua e fu quasi sempre in ottimi rapporti con gli esponenti di quella cultura al punto da guadagnarsi il soprannome (fra i tanti) di "sultano battezzato".Federico cadde probabilmente vittima di un'infezione intestinale dovuta a malattie trascurate, durante un soggiorno in Puglia.La salma di Federico fu sommariamente imbalsamata, i funerali si svolsero nella sede imperiale di Foggia, per sua espressa volontà il cuore venne deposto in un'urna collocata nel Duomo, la sua salma omaggiata dalla presenza di moltitudini di sudditi venne esposta per qualche giorno e trasportata poi a Palermo, per essere tumulata nel Duomo, entro il sepolcro di porfido rosso antico, come voleva la tradizione normanno-sveva, accanto alla madre Costanza d'Altavilla, al padre Enrico VI e al nonno Ruggero II.



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