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domenica 5 febbraio 2012

Pompei: la città sepolta dalla lava

Nell'autunno del 79 d.C. Pompei fu vittima di una forte eruzione del Vesuvio. La città fu sommersa da una pioggia di cenere e lapilli (e non di lava, come spesso si legge) che, salvo un intervallo di alcune ore, cadde ininterrotta fino a formare uno strato di almeno una decina di metri. Al momento dell'eruzione del 79 molti edifici erano ancora in ricostruzione a causa del sisma del 62.La data di questa eruzione ci è nota in base a una lettera di Plinio il giovane e dovrebbe corrispondere al 24 agosto. Tuttavia non tutti gli studiosi concordano. Nella cenere solidificata furono ritrovati i vuoti corrispondenti a corpi; detti vuoti, riempiti con colate di gesso (o altro), ci forniscono i calchi esatti delle vittime dell'eruzione.Nel 1997, l'UNESCO ha dichiarato Pompei Patrimonio Mondiale dell'Umanità. Il Comitato ha deciso di iscrivere tale area sulla base dei criteri culturali considerando che gli straordinari reperti delle città di Pompei, Ercolano e delle città limitrofe, sepolte dall'eruzione del Vesuvio del 79, costituiscono una testimonianza completa e vivente della società e della vita quotidiana in un momento preciso del passato, e non trovano il loro equivalente in nessuna parte del mondo.



La città di Troia

Troia è un'antica città dell'Asia Minore all'entrata dell'Ellesponto, in Turchia. Fu teatro della guerra di Troia narrata nell'Iliade, che descrive una breve parte dell'assedio,mentre alcune scene della sua distruzione sono raccontate nell'Odissea. Della guerra di Troia si canta in molti poemi epici greci, romani e anche medioevali.Sotto il regno di Priamo la città fu assediata dalla spedizione achea, al comando di Agamennone, che voleva vendicare il rapimento di Elena da parte di Paride. Dopo dieci anni di assedio, la città cadde grazie allo stratagemma del cavallo di legno ideato da Ulisse.Nel 1871 Heinrich Schliemann (1822-1890), seguendo le indicazioni e le descrizioni dei testi omerici, organizzò una spedizione archeologica in Anatolia, sulla sponda asiatica dello Stretto dei Dardanelli. I suoi scavi si concentrarono sulla collina di Hissarlik, dove era avvenuto un precedente scavo archeologico effettuato dalla scuola francese guidata da Calvert, poi interrotta per mancanza di fondi. Qui si trovò di fronte a più strati che corrispondevano a differenti periodi della storia di Troia. Arrivato al secondo strato (a partire dal basso) riportò alla luce un immenso tesoro e pensò di aver scoperto il leggendario tesoro di Priamo narrato nell'Iliade. I suoi ritrovamenti, però, risalivano ad un periodo precedente a quello della Troia omerica, collocata intorno al XIII secolo a.C. In realtà la città narrata nei poemi omerici, si scoprì in seguito, era collocata al sesto strato. Comunque, il tesoro di Priamo resta uno dei più importanti ritrovamenti della storia dell'archeologia.



giovedì 26 gennaio 2012

La Grecia Classica - Pericle e la nascita della Democrazia

La Grecia è sicuramente la culla della cultura Occidentale. La Democrazia, la filosofia, la medicina come scienza, la letteratura, la scienza, l'arte, la storiografia e l'epica... con loro tutto ciò nasce, o assume un nuovo significato. Ciò che Omero, Pericle, Socrate, Archimede e Policleto(chi più ne ha più ne metta) ci hanno lasciato, non è, come in tanti altri casi, qualcosa che rimane distante, solo nell'ambito della Storia, in se e per se: è qualcosa che è stato assimilato, grazie all'ellenismo prima, alla cultura romana poi, e che è stato tramandato nel corso dei secoli, di cultura in cultura, fino a noi. Chi più ha influenzato la letteratura, se non Omero? E quale personaggio, se non quello scaturito dalla sua fantasia, Ulisse? Dove la filosofia ha smesso di essere unicamente ricerca del divino, per diventare indagine della realtà? Dov'è nato il sistema politico che sta alla base dei più grandi (e potenti) stati della storia, soprattutto attuali? Quale arte è stata per secoli ripresa, modificata, criticata, copiata nei particolari o solo come sfondo, se non quella greca? Quale riflessione scientifica moderna sarebbe nata senza il lavoro di Pitagora, Archimede, Euclide? La Grecia è la nostra Storia, la storia del mondo contemporaneo. Una grande storia.



Alessandro Magno - Le conquiste (336-323 a.C.)

Alessandro Magno, uno dei più grandi condottieri della Storia. Oramai figura mitica, Alessandro fa parte dell'immaginario collettivo non solo storico, ma anche mitico: la sua diretta discendenza da Achille, il salvataggio in guerra da parte dell'amico Clito prima, del fedelissimo Peritas poi, l'inseguimento di Bucefalo e la sua morte in India, il Nodo di Gordio, la scalata delle mura di Tiro, l'ingesso a Babilonia, il discorso tra lui e Parmenione prima di Gaugamela, la visita ad Amon, l'incontro di Diogene... migliaia sono gli episodi che raccontano di questo straordinario personaggio, e migliaia sono le sfaccettature con le quali è possibile analizzarlo. A me piace vederlo come un grandissimo stratega, in grado di impostare una guerra quasi impossibile, in un territorio sterminato, contro un avversario più che temibile e in luoghi sconosciuti, dovendo affrontare il rifornimento costante del suo esercito e le malattie, e un abile tattico, concludendo la sua vita, piena di battaglie e scontri, imbattuto.



I confini dell'Impero Romano

Andando a ritroso nel tempo, scopriamo città, genti e luoghi diversissimi che popolavano l'Impero Romano ed in particolare i suoi sterminati confini, dove abitavano anche i nemici di Roma. (puntata di «Ulisse» in onda sabato 10 ottobre 2009)



Le Guerre Persiane

Le guerre persiane: lo snodo cruciale della nostra Storia. La vittoria del modello democratico su quello monarchico, la vittoria della neonata cultura Occidentale su quella, radicata da secoli, Orientale. L'incrocio fra due stili di vita, due modi di interpretare il proprio essere, impossibili da alternare, incompatibili tra loro e obbligati allo scontro per il predominio. Sono state anche il primo "campanello" d'allarme per l'immenso numero di scontri tra queste due tipologie di culture, non solo per la contrapposizione geografica (crociate, guerre persiane, Afghanistan, Israele, ecc.), ma anche religiosa, di interessi e politica. Le guerre persiane sono anche state l'evento che per secoli ha costituito contro di indagine storica, e che già dai contemporanei (Tucidide ma soprattutto Erodoto) è stata avvertita come un'evento di immenso valore storico, politico e sociale. Sono state anche "l'occasione" per vedere all'opera figure come Serse, Dario, Leonida, Temistocle, Milziade e Ippia, e che diedero la possibilità alla Macedonia di Filippo II, dopo le guerre del Peloponneso e la temporanea (ma soprattutto breve) egemonia tebana, di sviluppare la loro politica e creare le basi per l'avvento di Alessandro Magno, fondatore della struttura del mondo che oggi consociamo.



Roma nell'età Repubblicana

Il periodo della Repubblica è stato non solo il mezzo attraverso il quale si è potuto creare il dominio di Roma sull'intero mondo allora conosciuto, ma è stato il momento in cui Roma ha raggiunto le sue vette più alte nella politica, nella letteratura, nell'arte militare e non solo. Roma repubblicana è stata un sogno di breve, ma intensa, durata.



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